A ben guardare sono tanti i saggi, gli scritti dedicati al marketing. Nuove tendenze, nuove strategie, ma sia che si tratti di Freakonomics piuttosto che di Megatrends o Microtrends, sia che a parlare sia Seth Godin piuttosto che Jonas Ridderstrale, è sempre più evidente, come aveva anticipato Chris Anderson, che il mercato è fatto di nicchie e che il raggiugimento di una massa critica al loro interno è già di per sé un grande successo. Come dire, occupo poco spazio, ma so che spazio è...
Oggi il mondo è sostanzialmente un mondo slow, un mondo che cerca di rallentare e di prenderla con filosofia, è il mondo minimalista dei piccoli affari, delle piccole economie, un mondo soft-economy, si direbbe.
Downing Street propone il mini-marketing per:
a) riferirsi con maggior padronanza di aspettative al mondo del low cost e della free economy;
b) predisporre una strategia di comunicazione adeguata, con contenuti mirati in circuiti mirati;
c) costruire un'identità e un posizionamento essenzialmente all'interno di nicchie tramite contenuti e storie costruiti ad hoc;
e) utilizzare i social media e le applicazioni 2.0 (integratori, blog, google applications) come rafforzamento di un metodo che si basa essenzialmente sul marketing conversazionale.
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